LA FINALE DELLA 2 GIORNI DELLA ZAI

LA FINALE DELLA 2 GIORNI DELLA ZAI

Se il nostro presente fosse stato normale, avremmo corso alla Bassona, ci sarebbero state le solite polemiche sul percorso troppo piano, i km troppo pochi, i premi troppo medi, le partenze errate, pochi partenti al via, troppi i 14 euro per l’iscrizione e le premiazioni troppo in ritardo e tutto sarebbe passato come una classica gara amatoriale dove il divertimento era stato accantonato dal troppo agonismo. Esatto, se fosse stato un presente normale, ma la parola normale ora non è parte del nostro vocabolario, ora il nostro presente è fatto di incertezze e di attesa, non sappiamo se stiamo facendo le cose esatte, non sappiamo se chi ci governa ci sta portando verso la luce o verso il buio totale, non sappiamo se un giorno potremmo tornare non solo a correre ma tanto meno in bici in maniera normale come abbiamo sempre fatto fino ad ora. Forse questa pausa può essere usata anche per capire e per riflettere se prima eravamo sulla strada giusta in questo ciclismo amatoriale o eravamo al limite per agonismo estremo, tra preparatori più o meno preparati, dietologi più o meno seri ecc… Allenamenti massacranti, sacrifici al limite dell’umano per…. per… 50 km di gara e dove i sacrifici per entrare nei 10 era più alto di un atleta professionista. Non vogliamo dire che non ci si deve impegnare anzi, nell’ora di gara è giusto dare tutto… ma arrivare a non salutare le persone in riscaldamento, dopo via subito a casa perchè si deve riposare per la prossima gara, non bere una birra in compagnia perchè nella tabella non è scritto “bere birra dopo la gara” per noi era un punto di non ritorno. Ora per tutti noi appassionati il massimo sarebbe dire “non vedo l’ora di poter pedalare su strada” e vediamo la gara come una speranza e le 4 curve della bassona le vediamo come un sogno… Speriamo in un futuro migliore e per ora almeno in un Futuro.

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